AFC Asian Cup UAE 2019, gli avversari del Giappone: l’Oman – Jworld.it

AFC Asian Cup UAE 2019, gli avversari del Giappone: l’Oman

Dopo aver analizzato il Turkmenistan, primo avversario in Coppa d’Asia del Giappone, passiamo adesso al secondo avversario dei Samurai Blue nella seconda giornata della fase a gruppi: l’Oman. La partita è in programma Domenica 13 Gennaio alle 14:30 presso lo Zayed Sports City Stadium di Abu Dhabi.

Un po’ di storia

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L’Oman (originariamente chiamato Magan nella lingua dei Sumeri) è uno stato asiatico situato nella porzione sud-orientale della penisola arabica. Confina con gli Emirati Arabi United a nord-ovest, con l’Arabia Saudita ad ovest e con lo Yemen a sud-ovest e si affaccia sul mar Arabico a sud e a est, sul golfo dell’Oman a nord-est. All’Oman appartengono anche le exclavi di Madha e Musandam, che confinano con gli Emirati Arabi Uniti; la seconda è bagnata dallo stretto di Hormuz e dal golfo dell’Oman.

Sotto il profilo politico, l’Oman è una monarchia assoluta a carattere islamico, governata dal sultano Qābūs bin Saʿīd Āl Saʿīd, o semplicemente Qabus, che prese il potere nel 1970 rovesciando il suo stesso padre con un colpo di stato. Il suo parlamento, tuttavia, ha alcuni poteri legislativi e di controllo. Nel novembre 2010 l’UNDP, su 135 paesi considerati, ha classificato l’Oman come lo Stato che ha avuto il maggior sviluppo socio-economico negli ultimi 40 anni; il sultanato è considerato uno dei più sviluppati e stabili tra i paesi arabi. L’Oman si è dichiarato indipendente dal Regno Unito nel 1971 e la sua capitale è Muscate dal 1840.

Per quanto riguarda l’economia del paese, il sultano Qabus ha fatto molto per migliorare la situazione e di mantenere buoni rapporti con gli stati mediorientali. L’articolo 11 della Legge Fondamentale dell’Oman stabilisce che l’economia nazionale è basata sulla giustizia e sui principi dell’economia di mercato. La popolazione gode generalmente di condizioni di vita, ma il futuro dell’economia è incerto a causa delle limitate riserve di petrolio che restano.  Le altre fonti di entrate economiche, l’agricoltura e l’industria, sono molto meno rilevanti e alimentano meno del 1% delle esportazioni del paese, ma la diversificazione delle attività economiche è vista come una priorità dal governo dell’Oman. Fin dal crollo del prezzo del petrolio nel 1998, l’Oman ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell’economia e sta ponendo maggiormente l’accento su altri settori, come il turismo. Quest’ultimo costituisce una rilevante fonte di guadagni per il paese ed è in crescita.

La lingua ufficiale degli omaniti è l’arabo, ma ci sono alcune minoranze etniche che parlano le lingue originarie del luogo Nel Dhofar si parlano alcune lingue sudarabiche, come il Mahri, che appartengono a un ramo delle lingue semitiche ma diverso da quello dell’arabo. Il balochi è diffusamente parlato ed ampia è anche la conoscenza dell’inglese al punto che insegne e indicazioni stradali sono riprodotti sia in arabo sia in inglese. La religione professata maggiormente è l’islam, ma ci sono molte confessioni non islamiche per tutto il paese: induismo, giainismo, buddismo, zoroastrismo, sikh, bahá’í e cristianesimo.

La nazionale

 

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La nazionale di calcio dell’Oman non ha una storia molto grande, essendo la sua nascita molto recente ed ha compiuto quarant’anni solo recentemente, essendo nata nel 1978. Affiliata alla FIFA dal 1980, l’Oman ha ottenuto importanti successi soprattutto a livello giovanile, vincendo due volte la Coppa d’Asia per squadre Under-17 (1996 e 2000) e ha rappresentato il continente asiatico ai Mondiali Under-17 in Ecuador nel 1995, raggiungendo il 4º posto finale. La nazionale maggiore, invece, è giunta seconda per due volte consecutive nella Coppa delle Nazioni del Golfo, prima alle spalle del Qatar e poi degli Emirati Arabi Uniti, per poi conquistare il trofeo per la prima volta nell’edizione 2009.Ha inoltre conquistato per la seconda volta il trofeo della Coppa delle Nazioni del Golfo il 5 gennaio 2018 battendo ai tiri di rigore la nazionale di calcio degli Emirati Arabi Uniti.

Per quanto concerne la Coppa d’Asia, il miglior risultato lo ha conseguito nel 2004, qualificandosi per la fase finale, anche se è stata eliminata al primo turno. L’Oman ha raggiunto poi la qualificazione anche nel 2007  e nel 2015, mancando di poco la presenza all’edizione del 2011. A questa edizione della Coppa d’Asia si è qualificato arrivando primo nel Gruppo D con 15 punti assieme alla Palestina, ottenendo la qualificazione con qualche giornata di anticipo. Il commissario tecnico dell’Oman è l’olandese Pim Verbeek che nel 2016 ha preso il posto dello spagnolo Juan Ramon Lopez. Per Verbeek sarà il primo, vero banco di prova da quando siede sulla panchina omanita e ci tiene a fare bene. Nel ranking FIFA, l’Oman occupa l’ottantaduesima posizione.

Il soprannome della nazionale omanita è Al-Ahmar, ovvero i rossi ad indicare il colore della maglietta ed anche il colore più presente sulla bandiera. L’Oman gioca le sue sfide casalinghe al Sultan Qaboos Sports Complex che può ospitare fino ad un massimo di 34.000 spettatori ed è sito a Muscate. L’inno nazionale è intitolato Nashid al-Salām al-Sulṭānī (dall’arabo نشيد السلام السلطاني Canzone del saluto reale) ed è dedicato al sultano Qabus.

La rosa

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Al Habsi, portiere, giocatore di spicco e capitano della nazionale omanita

La rosa dell’Oman è una rosa molto equilibrata che sa fare gol e sa subirne molto pochi, tant’è che nel suo gruppo ha segnato 28 gol e ne ha subiti solamente 5. Anche in generale la difesa è il punto forte dell’Oman che nelle ultime otto amichevoli disputate ha subito 4 reti. Il merito non è solo della fase difensiva impostata da Pim Verbeek, ma anche del portiere e capitano della nazionale Alì Al Habsi, che milita nell’Al Hilal, squadra più importante dell’Arabia Saudita.

Tuttavia, Verbeek dovrà fare a meno di Al Habsi per questa Coppa d’Asia in quanto il portiere, che ha compiuto ieri 38 anni, si è infortunato e non potrà prendere parte alla competizione. Al suo posto, Verbeek ha chiamato il giovane Ammar Rusheidi, portiere ventenne in forza all’Al Suwaiq, squadra del campionato omanita. Questa perdita è molto importante per l’Oman che comunque non parte sconfitto e proverà a colpire con le sue armi per cercare di raggiungere almeno il secondo posto.

Gran parte della rosa dell’Oman gioca nel campionato della nazionale e Verbeek può contare quantomeno sull’esperienza del trentatreenne Ahmed Mubarak Kano, centrocampista che milita in Qatar, nell’Al Mesaimeer, nominato capitano visto il forfait di Al Habsi. Come già affermato in precedenza, i gol non sono un problema per la nazionale omanita che può puntare in avanti sulla forza di Khalid Al Hajiri, attaccante classe 1994 dell’Al Dhafra (ma in prestito dall’Al Suwaiq), a segno in tutte le gare di qualificazione. Altro giocatore molto esperto è il difensore Saad Suhail Al Mukhaini che vanta 101 presenze con la maglia della nazionale.

Mentre il Giappone se la vedrà con il Turkmenistan, nella prima giornata l’Oman giocherà contro l’Uzbekistan, una sfida subito impegnativa per gli uomini di Verbeek, ma utile per conoscere la loro reale forza.

FORMAZIONE TIPO

OMAN (4-4-2): F. Al Rusheidi; Al Mukhaini, Al Shiba, Al Musalami, Al Busaidi; Al Yahmadi, Ahmed Kano, Al Saadi/Al Jabri, Matez; Al Hajiri, Mohammed Al Ghassani

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