Inossidabile Kazu Miura. L’ex Grifone, 55 anni, stupisce per forza e volontà. - Jworld.it

Inossidabile Kazu Miura. L’ex Grifone, 55 anni, stupisce per forza e volontà.

miura

Uno scontro con Franco Baresi gli procura una grave frattura al volto durante un Milan-Genoa del campionato italiano 94/95, ma lui vuole completare almeno il primo tempo di quel match. Nel derby con la Samp del 4 dicembre ’94 porta in vantaggio i Grifoni, che alla fine perderanno 3-2. Sarà il solo gol dell’unico torneo italiano, nel quale giocherà 21 incontri. Ed è stato il primo calciatore del Paese del Sol Levante a calcare i nostri campi di gioco. Parliamo di Kazuyoshi Miura, professione centravanti, che, a 55 anni suonati, domenica scorsa è stato schierato nelle file del Suzuka Point Getters che milita nella Japan Football League (in pratica la nostra serie D). Il fratello Yasutoshi (trainer della squadra) l’ha fatto correre per ben 60 minuti. Il “giovanotto” se l’è cavata in maniera egregia e dopo la partita ha dichiarato: “Ho giocato un solo minuto nella scorsa stagione, oggi sessanta volte tanto, sono pronto a dare ancora di più”. (Quella passata è stata la 16° annata trascorsa da King Kazu in forza allo Yokohama FC e quel minuto concessogli ha un chiaro valore simbolico). Domenica non c’è stato alcun sigillo personale ma la sua squadra ha espugnato il Kakuhiro Group Athletic Stadium di Aamori battendo i locali del ReinMeer con un secco 0-2. Triplicato il numero di spettatori (in quello stadio) che sono stati quasi cinquemila. Erano mediamente poco più di 1,5 mila. Segno evidente di un forte richiamo, ancora oggi, per un’autentica icona del calcio giapponese.

Nella sua carriera Miura veste quindici casacche diverse, giocando in pratica in ogni parte del mondo, eccetto in Africa. Nella Nazionale nipponica colleziona 89 presenze firmando 55 gol. Uno di questi, anno 1992, Il Re lo mette a segno nella finale di Coppa d’Asia disputata contro l’Iran (1-0). È il primo trofeo continentale del Giappone. Poi il centravanti trascina, cosa mai successa prima, la propria Selezione alla fase finale dei Mondiali di Francia ’98. Dalla quale il CT di allora Okada lo esclude ingiustamente per “calo di rendimento”. Ancora acerbo, a soli 15 anni, vola in Brasile, desideroso di apprendere la tecnica carioca. Seppure tra alti e bassi, dopo le esperienze nelle giovanili della Juventus di San Paolo, riesce a tesserarsi nel glorioso Santos, dove però giocherà solo undici match andando tre volte a segno. Nel Palmeiras dell’86/87 sigla due gol in 25 presenze. Poi il periodo più fulgido della carriera: per nove anni, dal ’90 al ’98, (eccetto la stagione genoana) allieta i tifosi del Verdy Kawasaki andando a segno esattamente cento volte nei 192 match giocati.

Yoichi Takahashi, il disegnatore della fortunata serie di cartoni “Holly e Benji”, non ha alcuna difficoltà nell’ammettere di essersi ispirato al calciatore più longevo di sempre, sportivamente parlando, quando ha coniato il personaggio di Holly.

La Gialappa’s Band ci ha fatto spesso ridere nel proporre gli svarioni di Kazu Miura nell’anno del flop genovese. Quella è stata effettivamente una stagione sfortunata per The King. Ma tutti lo ricordano con tanta simpatia. Tutti, non solo i tifosi del Genoa.

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